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Chiesa Parrocchiale dell'Assunta (Sec. XVI)

immagine ingrandita Parrocchiale dell'Assunta - Facciata e campanile (apre in nuova finestra) Il vescovo di Novara Bascapè, durante la visita pastorale avvenuta nel 1595, trova la parrocchiale di Santa Maria, situata all'interno del castello della famiglia Caccia, in pessime condizioni.
Pertanto, dopo essersi accordato con il conte Giovanni Battista Caccia detto il "Caccetta", il vescovo ordina che si demolisca la vecchia chiesa fatiscente e che si proceda alla costruzione del nuovo edificio religioso fuori dalle mura del castello.
I lavori della nuova chiesa dedicata all'Assunta iniziano nel 1601 e terminano nel 1663, la chiesa viene consacrate nel 1698 dal Vescovo di Novara Giambattista Visconti.
Nel corso dei secoli l'edificio è stato sottoposto a numerose ristrutturazioni e modifiche. All'interno è possibile ammirare un pregevole coro di noce massiccio del 1707; i confessionali finemente scolpiti risalgono al 1715 e l'organo è secentesco, come la balconata e l'elegante altare realizzato dallo scultore Argenti nel 1775.
Sono altresì degne di nota le splendide pale del Morgari situate sulle cappelle laterali.


Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
Guida Turistica e Atlante Stradale Provincia di Novara
Assessorato al Turismo - Legenda srl Novara
(Domodossola 1991)


a cura di Pietro Marco Agazzone

immagine ingrandita Parrocchiale dell'Assunta - Scorcio del campanile (apre in nuova finestra) Alla fine del cinquecento la chiesa Parrocchiale di Vaprio si ergeva entro il recinto del castello. Lo si sa con certezza da una relazione redatta dal venerando Bascapè, allora vescovo di Novara, dopo la visita pastorale del 1595. La descrive vetusta, malridotta per carenza di manutenzione e ormai piccola, non più idonea a soddisfare le esigenze religiose dell'accresciuto numero di abitanti del paese.
Questi motivi indussero il Bascapè a patrocinare uno scambio: la comunità vapriese cedeva al castellano, cui incominciava a dar fastidio l'aumentato andirivieni di fedeli sulla porta di casa, la vecchia chiesetta ricevendo in cambio il terreno per edificarne una nuova più la somma di 250 scudi. La proposta andò a buon fine e nel 1602 i lavori di costruzione della nuova chiesa iniziarono con la speranza di poterli concludere entro pochi anni.
Per impreviste difficoltà nel reperire i fondi di lavori andarono invece molto a rilento: probabilmente si confidò in un ulteriore aiuto da parte del castellano (era allora proprietario del castello il famigerato Caccetta), aiuto che però non venne poichè per le sue malefatte fu tradotto in arcere nello stesso 1602.
Si arrivò al tetto della costruzione nel 1647 e solo nel 1663 il complesso murario fu portato a termine. Seguirono anni di intenso e prezioso lavoro per il completamento dei fari manufatti necessari alle esigenze del culto e la dotazione degli arredi sacri. Finalmente il 10 maggio 1698, come ricorda la lapide murata sopra la porta dell'ingresso principale e lo stemma dipinto, il vescovo di Novara Giovanni Battista Visconti potè procedere alla solenne e tanto attesa consacrazione del nuovo tempio, dedicandolo all'Annunciazione della Madonna.
In seguito, stante il crescente fervore per il culto di San Lorenzo, già titolare della chiesetta cimiteriale fin dal 1132, la dedica venne estesa anche al martire romani, che divenne così compatrono della Parrocchia.
Sotto la cura di parroci valenti (si ricorda per tutti don Francesco Vandoni, 1625-1663, dottore in teologia, protonotario apostolico del collegio della curia e primo arciprete di Vaprio) ed in virtù dell'attaccamento dei parrocchiani, la chiesa venne via via migliorata nel tempo, abbellita, per renderla sempre più accogliente. Il campanile fu eretto solo nel 1816.
immagine ingrandita Parrocchiale dell'Assunta - Ingresso (apre in nuova finestra) L'aspetto esterno dell'edificio, per la sua sobrietà, non rivela quanto di prefevole ed artistico ci sia all'interno. Il visitatore però, appena varcata la soglia principale, percepisce subito la sensazione di trovarsi al cospetto di un grande scrigno.
La struttura architettonica della chiesa è in stile classico, con navata centrale a volta e cappelle laterali. Ha una lunghezza di metri 36 e larghezza di metri 14.
E' orientata, come la gran parte delle chiese novaresi, sulla direttrice est-ovest. Appena entrati, sulla sinistra, vi è il fronte battesimale con pila cinquecentesca e l'affresco che raffigura il Battesimo di Gesù nelle acque del Giordano, del 1695. Segue l'altare del Santissimo Crocifisso sormontato da una pregevole tela del torinese Luigi Morgari dipinta nel 1926: ritrae il tenero e accorato sguardo della Madonna ed il pianto delle pie donne ai piedi di Gesù morente.
Poi l'impianto dell'organo con la mirabile cantoria barocca in noce, capolavoro di Rocco Rolando e Francesco Morello di Invorio Inferiore (1679).
Il complesso, come si usa dire, ruba la vista: l'equilibrio armonico tra la stilizzata geometria delle canne metalliche dello strumento e l'esuberante sviluppo ligneo dell'imponente balconata è realizzato alla perfezione.
Dopo l'altare di San Giuseppe, con pregevole tela ancora del Morgari (1926), una ricca balaustra in marmo da inizio al presbiterio ove campeggia l'altare maggiore, capolavoro dello scultore Martino Argenti di Viggiù che impiegò ben sei anni per realizzarlo (1774-80).
Per l'eleganza della sua forma, per la ricchezza e la finezza della lavorazione dei suoi marmi policromi l'altare è sicuramente da considerare tra i più belli della diocesi di Novara. Dietro l'altare si sviluppa a semicerchio il coro, ben arredato e con una buona acustica. Fu realizzato nel 1911.
A destra, vi è l'altare della Madonna Assunta, rappresentata ad olio su tela del Morgari nel 1926. La serenità, la dolcezza e la spiritualità date agli interpreti della composizione (il Cristo, la Vergine e San Giovanni) rivelano del Morgari uno dei grandi affrescatori del suo tempo.
Seguono la grotta della Madonna di Lourdes costruita nel 1924-25, l'altare della Madonna del Rosario, il bel pulpito con cariatidi dell'inizio del settecento ed infine, oltre la balaustra e già in area presbiteriale, l'altare di San Lorenzo con statua lignea del 1953 proveniente da Ortisei.
A questo punto la breve visita all'interno della chiesa potrebbe considerarsi conclusa senonchè, alzato lo sguardo verso il cielo per ricordare i Santi Patroni e gli artisti che qui hanno operato attraverso i secoli per onorare il Signore e per la gioia dei nostri occhi, si incontra la volta dell'altra navata centrale, con ampie campitore affrescate da Nicola Arduino nel 1942: il Martirio e la Gloria di San Lorenzo sono i temi degli affreschi.
E appena un poco sotto, posati con grazia lungo il cornicione della trabeazione, vi sono i dodici angeli con cartigli esplicativi in mano che dal secolo XVIII (1707-1710) guardano giù come a volere dire che avrebbero partecipato volentieri alla visita se non fossero stati di gesso.


Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese - Volume 27 Le Terre bagnate dall'Agogna"
Provincia di Novara 1998.


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